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1 settembre 2017 Commenti disabilitati su Dance in a nutshell – Danza in pillole | “Deepspace” by James Bacthelor Views: 981 News, Reviews

Dance in a nutshell – Danza in pillole | “Deepspace” by James Bacthelor

Il testo originale in italiano è disponibile di seguito a quello inglese.

We scatter ourselves about the gym and around the two performers. An electronic sizzle drizzles sounds as the dancers manipulate two small glossy spheres, globes that condense the world. We move and follow along with them within the space and observe them making precise, exact, calm movements: their bodies lie on the floor and their symmetrical gestures mirror each other. The soundtrack evokes resonances of thumps, plunges, sloshing and mechanical screeches. With a geometric quadruped perambulation, one on top of the other, they reach the wall where they lean against it as if they were clockwork geckos and, moving lateral, they climb up it, moving their fingers like lizards. Next their overlapping bodies seem to also resemble a ship’s main mast. Then, they form a new image, introducing a new object into the scene: a black rope from which they hang and string themselves out. They strut like samurai, loosening the rope. With perfect rhythm and dynamics they create new impressions, slipping over the floor as if it were sloping. Sinuous, slow, and undulating, they trace out a great spinning arabesque. With the small spheres now in their hands again they are ready to launch them, like magnificent discus throwers. Other visions, other objects on scene: white and wavy panels, hand-held like trays or like the an aeroplane’s wings, or shards of ice splintered off from an iceberg. A rubber globe of electric blue appears, looking like our planet Earth viewed from space. They make it roll over their bodies. Little dark marbles materialise, which the performer places in the hollow of the between the shoulder blades, making them roll about with mastery until finally dropping, like so many planets drawn together into a black hole. With those seeds and those specks of light, he and she re-create Michelangelo’s depicted gestures of biblical creation, from the initial spark. After that she places one of the marbles in her ear, and closes her timeless eyes, as if with that gesture she had extinguished a star in the middle of the universe. We applaud, grateful for having participated in this fragment of cosmic dance.

Operaestate Festival | August 27, 2017, Bassano del Grappa, Palestra Brocchi
Choreography: James Batchelor
Dancers: James Batchelor, Chloe Chignell
Music: Morgan Hickinbotham

 


TESTO ITALIANO

Ci sparpagliamo in mezzo alla palestra intorno ai due performer. Uno sfrigolio elettronico sgocciola suoni mentre i danzatori manipolano due piccole sfere lucide, globi ristretti del mondo. Noi ci muoviamo e ci spostiamo insieme a loro nello spazio, e li guardiamo compiere movimenti precisi, esatti, calmi: i loro corpi si dispongono a terra e i loro gesti simmetrici si specchiano gli uni con gli altri. Il tappeto sonoro suggerisce rumore di tonfi, di cadute, sciabordii e rolli, stridori meccanici. Con una geometrica camminata quadrupedica, l’una sormontando l’altro, raggiungono la parete, alla quale si appoggiano come fossero dei gechi meccanici e, con una camminata laterale, vi si arrampicano, muovendo le dita delle mani come zampine. I loro corpi, uno sopra l’altro, allo stesso tempo sembrano anche alberi maestri di una nave. Poi, formano un nuovo quadro, introducendo un nuovo oggetto di scena: una corda nera, alla quale si appendono, dalla quale si sfilano. Camminano come samurai, allentano la corda. Con un ritmo e una dinamica perfetti formano nuovi quadri, scivolando sul pavimento come fosse inclinato. Sinuosi, lenti, ondivaghi tracciano un grande arabesque in rotazione. Con le piccole sfere di nuovo in mano si apprestano al loro lancio, come discoboli meravigliosi. Altro quadro, altri oggetti di scena: pannelli bianchi e ondulati, tenuti in mano come vassoi, come ali di un aereo, come pezzi di ghiaccio distaccati da un iceberg. Compare un globo di gomma, di colore blu elettrico, che sembra il nostro Pianeta Terra visto dallo Spazio. Lo fanno scorrere lungo il corpo. Compaiono piccole biglie scure, che il performer si colloca nell’incavo della schiena nuda, tra le scapole, facendole rotolare con maestria, e infine lascia cadere, come tanti pianeti precipitati tutti insieme in un buco nero. Con quei semi e quei granelli di luce, lui e lei ricreano il gesto michelangiolesco della Creazione biblica, della prima scintilla. Poi, lei infila una delle biglie nel padiglione auricolare, e chiude gli occhi senza tempo, come se con quel gesto avesse spento una stella, in mezzo all’Universo.

Anna Trevisan

Operaestate Festival | 27 Agosto 2017, Bassano del Grappa, Palestra Brocchi
Coreografia: James Batchelor 
Danzatori: James Batchelor, Chloe Chignell
Musica: Morgan Hickinbotham

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