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19 agosto 2023 Commenti disabilitati su REVIEW | “To cut loose” by Leïla Ka Views: 571 News, Read, Reviews

REVIEW | “To cut loose” by Leïla Ka

Jeanne d’Arc revealed: in a golden twilight, in front of San Giovanni church’s altar, before its sealed tabernacle surmounted by figurines in lamentation for the crucified Christ. Transfixed, we beheld her apparition.

Barefoot and draped in white, in a long gown, a trousseau heirloom perhaps, or vestments for a sanatorium. Saint or heretic, young woman or girl, she remained motionless, her head bowed.

Then we paid attention to her hands tightly clutching the hem of her chemise, bare feet atremble on the spot. With cropped hair, her slender figure exuded an admonished beauty whilst her head remained absorbed in contemplations that we could never hope to surmise or attain, in unseen memories, in unheard incantations. Petite and yet so resolute in her devoted silence, embodying before us the anticipation of impending sufferance.

In spotlit radiance, her own eyes were shut. She was swaying, albeit with a barely perceptible undulation, to a thread of music that is still woven out of illusion.

Subsequently her body melted into an almost lascivious agitation, either in ecstasy or excruciation. The oscillation of the body continued, her head rolling, swaying heavy like a globe. The rhythm of the gestures pulsed through her breathing, from her diaphragm, propagating wave upon wave of motion.

The assiduous, consecrated solitude of her presence was mesmerising: it bore sempiternal legends, of hauntings and heroes, of witches and warriors, of the vanquished and the victorious. Her hands then ascended her to her midriff where her fingers loosened her robe, laying bare her legs, whilst strains of techno started to evoke contemporary scenarios: psychiatric wards, prisons, nursing homes.

Her arms, shoulders, sternum, chin all illustrated rejection and abandonment, struggle and surrender. Next her fingers ran over the neck of the gown, as if to tear it open. Her body bends down following her bowing head, inclined down to her knees. Her head falls further and her arms breathed in all the worry and all the weight that bind together questions with answers, in a primordial yet tacit dialogue between contrasting forces.

Leïla Ka encapsulates the dance of knowing how to say no: of evading, defending, shielding, desiring to step out of one’s shoes in order to become oneself. Her dance embodies not giving up: of enduring, dodging the blows. She dances the struggle: a painstaking patience which wins out over capitulation.

She nestles a furtive finger in her navel, then bends again in a cry of muscle and bone. The very speed of the gesture swallows all debate, assaults her body, thwacks her in the face, harms her in the head. But she stays immutable, under this hail of blows. She does not die.

Loud, liberated and liberating applause bursts spontaneously from the audience. The ovation is one of genuine emotion, ecstatic gratitude for this unexpected gem of a performance. Acclaim for its concentrated intensity throughout its duration (20 minutes) and for its substance, majestically interpreted.

Anna Trevisan

English translation by Jim Sunderland

Photos and cover image  by Riccardo Panozzo

 


TESTO ITALIANO

Giovanna D’Arco è stata qui. In una luce crepuscolare e dorata, davanti all’altare della Chiesa di San Giovanni, davanti al suo tabernacolo sigillato, sormontato da una piccola scultura che raffigura il compianto del Cristo morto, è apparsa.
Scalza e vestita di bianco, dentro ad un lungo camicione, che sembra uscito da qualche corredo di una volta o forse da qualche casa di cura. Santa o eretica, ragazza o forse bambina, resta immobile, con il capo chino verso il basso.
Ha mani che stringono forte un lembo della tunica e piedi nudi che fremono fermi. Capelli corti, la sua figura esile emana bellezza assorta in pensieri che non sappiamo, in ricordi che non conosciamo, in preghiere che non sentiamo. Minuta eppure così potente in quel suo stare in silenzio, davanti a noi, in attesa che tutto inizi.
Luce su di lei. I suoi occhi sono chiusi. Oscilla, con un dondolio appena percettibile, sul filo di una musica incipiente.
Il suo corpo si scioglie in un movimento quasi lascivo, intriso di piacere o forse di dolore. L’oscillazione del corpo continua, scuote il capo, che pencola come un globo. Il ritmo del gesto pulsa dal respiro, dal diaframma che genera onde e movimenti.
La solitudine asciutta e grintosa della sua presenza è abbacinante: contiene intere storie, di fantasmi ed eroi, di streghe e guerrieri, di perseguitati e vincitori. Le sue mani salgono sul ventre e annodano la veste, scoprendole le gambe, mentre una musica techno evoca scenari del contemporaneo: ospedali psichiatrici, carceri, istituti di cura.
Le sue braccia, le sue spalle, il suo sterno, il suo mento disegnano il rifiuto e l’abbandono, la lotta e la resa. Le mani rincorrono il collo della veste, quasi a volerla strappare. Il suo corpo si inchina seguendo il capo, verso le ginocchia. La testa cade e le braccia respirano tutta la preoccupazione e tutto il peso che legano insieme domande e risposte, in un dialogo muto e immenso tra forze opposte.
 Leïla Ka danza il saper dire di no, il sottrarsi, il difendersi, lo schermirsi, il voler uscire dai propri panni per diventare se stessa. Danza il non arrendersi, il sopportare, lo schivare i colpi: Danza la lotta, l’attesa che si divincola dalla resa. Feconda con un dito il ventre e si piega di nuovo in un pianto di muscoli e ossa. La velocità del gesto inghiotte il discorso, colpisce il suo corpo, la attacca in viso, sul capo. Ma lei resta lì, sotto i colpi. E non muore.
Dal pubblico scoppia un applauso forte, liberatorio, liberato, pieno di commossa, estatica gratitudine per questa perla inaspettata. Spettacolo pressoché perfetto, ad alta intensità per durata (solo 20 minuti) e per contenuti, interpretato magnificamente.

Anna Trevisan

Foto di Riccardo Panozzo

 

BMotion Danza, 17 agosto 2023
Chiesa di San Giovanni, Bassano del Grappa
TO CUT LOOSE
Coreografia e interpretazione: Leïla Ka
Luci: Laurent Fallot
Con il supporto di: CCN De Nantes, Chorège cdcn, Drac Pays De La Loire,
Espace 1789 scène Conventionnée, L’étoile Du Nord scène Conventionnée,
Le Gymnase CDCN, Le 104 – Paris, Les Hivernales CDCN,
Les Quinconces - L’espal scène Nationale, Le Théâtre scène Nationale,
Musique et Danse en Loire Atlantique, Ramdam - un centre d’art, Théâtre se St-Lyphard,Théâtre de Vanves, Scène Conventionnée, Théâtre Du Cormier, Tremplin réseaux Grand Oues
Con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati
Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea
Selezione Aerowaves 2023

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