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25 agosto 2018 Commenti disabilitati su The key of curiosity | videointerview to Gwen Hsin-Yi Chang Views: 237 EDN European Dancehouse Network, Interviews, News, Projects, Watch

The key of curiosity | videointerview to Gwen Hsin-Yi Chang

ITALIAN TRANSCRIPT BELOW

A week of international confrontation on the importance of transmitting art, during which we had the pleasure to meet Gwen Hsin-Yi Chang, head of international partnership at National Kaohsiung Center for the Arts (Weiwuying) – the first national theatre located in Kaohsiung, southern Taiwan.

She explained how «curiosity is the key to explore any kind of possibility». We asked her:
How is it possible to wake curiosity up in an audience?
How is it possible to bridge artists and public?
How can a project be sustainable?

Click on the image of Weiwuying center to watch Gwen Hsin-Yi Chang videointerview during #bmotion2018
by Lara Crippa

Weiwuying-Concert-Hall-©-Iwan-Baan

click for the interview
Weiwuying, Concert Hall © Iwan Baan

Gwen Hsin-Yi Chang fa parte del National Kaohsiung Center for the Arts (Weiwuying), Taiwan, dove è responsabile per i progetti internazionali. È in questi giorni a Bassano del Grappa, per osservare il festival e creare nuovi progetti di collaborazione.

In questi giorni ha definito la curiosità come “la chiave per esplorare qualsiasi tipo di possibilità”. Come si può suscitare la curiosità del pubblico?
Da bambini siamo curiosi di tutto e tutti, ma in seguito, con la socializzazione e poi l’educazione, perdiamo questo tipo di curiosità. Nel nostro centro a Taiwan abbiamo iniziato a sviluppare principalmente progetti di Audience Development, come workshop, conferenze, presentazioni, e a raggiungere così un pubblico sempre più esteso. Facciamo sì che la gente si ricordi che può ancora essere curiosa nei confronti di tutto, tramite la possibilità di imparare a fare, dalla giocoleria alla danza, per imparare così a riconoscere il proprio movimento e il proprio corpo. Un programma formativo che include bambini piccoli, famiglie, persone anziane.

Come si collega poi il pubblico all’artista?
Il modo più semplice e ovvio è quello di mostrare il lavoro degli artisti presentando le loro performance. Ma penso che la chiave per creare un ponte tra artista e pubblico sia avere una casa di produzione, una casa della danza, come avviene qui a Bassano. Anche nel nostro centro svolgiamo questo ruolo, non limitandoci a presentare spettacoli, ma appunto anche workshop, progetti di scrittura sulla danza, incontri con gli artisti, e altri tipi di attività che coinvolgano il pubblico nei vari spazi.

Come si rende un progetto sostenibile?
È una domanda molto ampia, importante e complicata se pensiamo, per esempio, a come possiamo avere un ambiente sostenibile. Mi sembra che qui al festival Bmotion quello che si sta cercando di fare sia molto sostenibile, perchè si cerca di creare un ambiente positivo di dialogo tra artisti e pubblico, ma anche tra gli artisti stessi, e con professionisti, programmatori, curatori che vengono qui per assistere al festival. Anche a Weiwuying vorremmo creare un ambiente sostenibile, sia per gli artisti che per il pubblico, per far sì che possano continuare a imparare e ad essere curiosi, per esplorare tutte le possibilità dell’arte, ma anche della vita. Penso anche che per essere sostenibili si debba trovare la persona giusta, che sia in un’istituzione o in un’organizzazione, con cui condividere il proprio centro. È un aspetto davvero molto importante per mantenere vivo il dialogo e dirigersi nella stessa direzione.

Adattamento italiano di Elena Baggio

 

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