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21 agosto 2019 Commenti disabilitati su Editoriale | BMotion Danza 2019: Exploring the Dialogue ENG/ITA Views: 117 Editoriale, News, Read

Editoriale | BMotion Danza 2019: Exploring the Dialogue ENG/ITA

La versione originale in italiano segue il testo inglese

ENG|«What is Dialogue for you? ». This is the question that opened the first of the series of meetings that will liven up the entire week of BMotion Dance 2019- which officially starts today, Wednesday 21st August.
What does dialogue mean for me? To understand this I followed the directives of Peggy Olislaegers – who deftly constructs and facilitates the debates: «Take your time and go back to something that you had experienced before». I mulled over it, I even asked myself what does not constitute a dialogue for me, fishing out from my memory the feeling I experienced during those moments when I clearly felt its absence or loss. Now I’ve got it. For me, Dialogue is presence, listening, paying attention. I think I am able to recognise it in the gaze, in the body posture, in the gestures, in the altruistic use of words, in the authentic silence of those around me. But Dialogue is also when I need to take stock of the situation by myself: where am I? What am I doing? Am I really where I want to be? Am I really doing what I want to be doing, what I feel is necessary?
This and many others are the meanings that arose in the course of these days from the life experiences of the participants- artists and non-artists- from all around the world (from Australia to the Netherlands, from Japan to Iceland).
For the very young Grace Okebugwu, Dialogue is «when sharing a part of myself- be it a thought or an emotion- I feel real, alive. I feel that I exist, and not just for myself». Whereas for Rianto, the Indonesian dancer and choreographer of whom we will shortly release an interview, «we are constantly in dialogue, our brain is dialogue, our skin is dialogue, our body is dialogue, every gesture is dialogue and so is our environment and our family». Dialogue is part of the continuous movement of life. A sort of never-ending flow that artist Ginelle Chagnon described as «the flow of a river leading to the ocean».
Several other words were also brought up, such as empathy, compassion, exchange, trust, letting go, protection, energy, privacy, change and many others we will tell you more about in the following days as we attempt to put a face to these words.
It may seem strange that a contemporary dance festival should dwell and explore in depth themes such as these, but this is part of the good practices that BMotion Dance has established and reinforced over the years. For some time now, the Festival signed Roberto Casarotto is no longer just a series of shows – which are nonetheless included in a programme from the afternoon until late in the evening – but a catalyst for activities and international projects for the contemporary scene, capable of hosting, nurturing, of giving rise to meetings, intersections, bonds and experiences. The starting point is always a physical practice (each day opens with practices open even to those that have never danced before, and it is always a physical practice that acts as an intermission to the debate during the meetings) and we come back to dance as a space of metaphors and metonymies, of condensation and digression, of social sharing and inclusion.
Hence, the B.Meetings, the B.Classes with some choreographers hosted by the festival, the workshops promoted by the network of dance teachers NoLimita-C-Tions, the training programme of Mini-B-Motion dedicated to the youngest dancers, the intensive research programme for choreographers, the training program to teach Dance Well are all welcome events, but so are the projections of films on dance (one of the new additions of this edition) and the project Museum of Human E-motions, another of which we will be able to give you further insight. These are nonetheless pathways that can deviate from their trajectories, that can bend our stiffness, and awaken another social dimension, or, in this case, occasions to also reflect on those themes that we often take for granted.
Now, take all the time you need and try to give your own answer to that initial question «What is Dialogue for you? ». And if you want to share your thoughts, you can write to us at our email address: abcdanceblog@gmail.com

Rita Borga
English translation by Elena Baggio

 

ITA|«What is Dialogue for you?». È l’interrogativo con cui si è aperto il primo degli incontri che per tutta la settimana animeranno BMotion Danza 2019 – che inizia ufficialmente oggi, mercoledì 21 agosto.
Che cos’è il dialogo per me? Per capirlo ho seguito l’indicazione di Peggy Olislaegers – colei che con arguzia costruisce e facilita i dibattiti: «Take your time and go back to something that you had experienced before». Ci ho riflettuto, mi sono anche chiesta cosa per me non è dialogo andando a ripescare nella memoria la sensazione che ho provato nei momenti in cui ne ho avvertito chiaramente l’assenza o la perdita. Ora ci sono. Per me Dialogo è presenza, ascolto, attenzione. Credo di poterlo riconoscere nello sguardo, nella postura del corpo, nei gesti, nella parola altruista, nel silenzio autentico di chi ho vicino. Ma Dialogo è anche quando ho bisogno di fare il punto della situazione con me stessa: dove sono? Cosa sto facendo? Sono veramente dove vorrei essere? Sto facendo realmente quello che desidero, quello che sento necessario?
Questi e tanti altri sono i significati affiorati in questi giorni dalle esperienze di vita dei partecipanti – artisti e non – provenienti da ogni parte del mondo (dall’Australia all’Olanda, dal Giappone all’Islanda).
Per la giovanissima Grace Okebugwu, Dialogo è «quando condividendo qualcosa di me stessa che sia un pensiero o un’emozione, mi sento reale, viva. Sento che esisto, non solo per me stessa». Mentre per Rianto, il danzatore e coreografo indonesiano di cui a breve pubblicheremo l’intervista, «siamo sempre in dialogo. Il nostro cervello è dialogo, la nostra pelle è dialogo, il nostro corpo è dialogo, ogni gesto è dialogo e anche il nostro ambiente e la nostra famiglia lo sono». Il Dialogo è parte del costante movimento della vita. Una sorta di flusso perpetuo che l’artista Ginelle Chagnon ha descritto come «lo scorrere di un fiume che conduce all’oceano».
Sono emerse anche la parole empatia, compassione, scambio, fiducia, abbandono, protezione, energia, privacy, cambiamento e tante altre di cui vi racconteremo nei prossimi giorni cercando di dare anche un volto a queste parole.
Potrà sembrare strano che a un festival di danza contemporanea ci si soffermi ad approfondire tematiche di questo tipo ma questo fa parte delle buone pratiche che Bmotion Danza ha consolidato nel corso degli anni. Già da tempo, il Festival firmato da Roberto Casarotto non è più solo un carnet di spettacoli – che sono comunque in programma dal pomeriggio a sera inoltrata – ma un catalizzatore di attività e progetti internazionali per la scena contemporanea capaci di ospitare, nutrire, generare incontri, intrecci, legami ed esperienze.
Si parte sempre dalla pratica fisica (ogni giornata si apre con delle pratiche a cui possono accedere anche chi non ha mai danzato, e sono sempre delle pratiche fisiche a intermezzare il dibattito durante i meeting) e alla danza si fa ritorno come spazio di metafore e metonimie, di condensazioni e sconfinamenti, di condivisione sociale e inclusione.
Quindi ben vengano i B. Meeting, le B. Class con alcuni dei coreografi ospitati dal festival, i workshop promossi dalla rete di insegnanti di danza NoLimita-C-Tions, il percorso di formazione Mini-B-Motion dedicato a giovanissimi danzatori, il programma intensivo di ricerca per coreografi, il percorso di formazione per insegnare Dance Well, ma anche la proiezione di film sulla danza (una delle novità di quest’anno) e il progetto Museum of Human E-motions, altra novità di cui avremo modo di parlarvi. Sono pur sempre delle vie che possono deviare le traiettorie, inclinare le nostre durezze, e risvegliare un’altra dimensione di socialità, o come in questo caso delle occasioni per riflettere anche su quelle tematiche che spesso diamo per scontate.
Ora prendetevi il tempo di cui avete bisogno e provate anche voi a rispondere alla domanda iniziale «What is Dialogue for you?». E se volete condividere il vostro pensiero scriveteci al nostro indirizzo email abcdanceblog@gmail.com

Rita Borga

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