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26 agosto 2020 Commenti disabilitati su Pleasure on the chair: la presenza dei processi | Recensione Views: 472 Dance Well, News, Nuovi sguardi | Guazzo & Testolin, Photo Gallery | Riccardo Panozzo, Read, Reviews

Pleasure on the chair: la presenza dei processi | Recensione

È stata affidata a Sara Sguotti la nuova e ultima produzione per i danzatori Dance Well, le cui performance rappresentano oramai un momento fisso di BMotion Danza. Anche se il lavoro è ancora in itinere – la restituzione pubblica completa avverrà infatti nel 2021 – grazie al titolo si riesce già a fare esperienza completa della dinamica del pezzo: il piacere, un piacere che viene rivendicato come proprio e personale; dopotutto, forse, il mio corpo è ancora mio.

Nello spazio aperto del Giardino Parolini, luogo privilegiato in questo tempo di Covid, le sedie per il pubblico dividono la superficie lasciando dei poli di apertura verso l’esterno del cerchio, dove si trovano disposti in piedi i danzatori, tra dislocazioni di posizione e totale utilizzo del terreno sotto i loro piedi. L’attraversamento iniziale dello spazio con semplici camminate stabilisce delle connessioni a tela di ragno e dà nuova forma alla disposizione del gruppo; questa riarticolazione dello spazio, ben realizzata grazie al numero cospicuo di corpi a disposizione, prosegue fino alla fine: ciò che l’occhio dell’osservatore si trova davanti, infatti, sembra essere un vasto paesaggio gestuale all’insegna del sentimento della presenza. Carezze, piegamenti di ginocchia, alzate di braccia, rotolamenti e carezze alla terra, tentativi di appoggio, spostamenti di peso repentini e rotazioni sono solo alcune tra le numerose configurazioni corporee offerte dai partecipanti. In questo spazio popolato di arti in movimento e sguardi lasciati qua è là, lo spettatore perde il proprio orientamento lineare e, ovunque volga la propria attenzione, trova un corpo che si muove. I confini del cerchio, però, rimangono sempre mobili e costantemente attraversati, lasciando vuoto il centro, occupato a turno da singoli danzatori; ora ad osservare con il pubblico sono gli stessi performer. Alternanze di vuoti e di pieni, dunque, legate da corse all’unisono cariche di energia. E il pezzo non può che chiudersi infine con un momento collettivo, dove Sara Sguotti raggiunge i danzatori per raccogliere i meritati applausi.

Talvolta, in talune circostanze, appare difficile attribuire significato ai movimenti prescindendo totalmente dai processi, spesso ancora in corso, di cui costituiscono una restituzione. Forse è stato proprio così per il pubblico bassanese, i cui volti noti dei danzatori Dance Well sono stati immaginati in pieno lockdown ad eseguire gli esercizi di riscaldamento assegnati loro. Prevedevano tutti l’utilizzo di una sedia. Che cosa è cambiato da quel momento? È proprio questo allora, al di là di ogni concettualizzazione possibile, che ritorna nell’incontro tra Sara Sguotti, i partecipanti e il pubblico: il piacere di una particolare condivisione dello spazio, piccolo scorcio di libertà ritrovato per il benessere di tutt*.

di Tommaso Testolin
Foto di Riccardo Panozzo

  • Pleasure on the chair | Sara Sguotti / Dance Well | foto di Riccardo Panozzo
  • Pleasure on the chair | Sara Sguotti / Dance Well | foto di Riccardo Panozzo
  • Pleasure on the chair | Sara Sguotti / Dance Well | foto di Riccardo Panozzo
  • Pleasure on the chair | Sara Sguotti / Dance Well | foto di Riccardo Panozzo
  • Pleasure on the chair | Sara Sguotti / Dance Well | foto di Riccardo Panozzo
  • Pleasure on the chair | Sara Sguotti / Dance Well | foto di Riccardo Panozzo

PLEASURE ON THE CHAIR – il mio corpo è ancora mio
ideazione e pratica artistica di
Sara Sguotti

con danzatori Dance Well

assistente alla creazione Cristina Bacilieri Pulga

produzione Operaestate Festival Veneto con il sostegno di Cie Twain

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