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Photo Gallery | Ingun Bjørnsgaard Prosjekt “Notes on Frailty”

Photo Gallery | Collettivo Cinetico & Sharon Fridman

22 luglio 2019 Commenti disabilitati su NOTES ON FRAILTY, le donne di Ingun Bjørnsgaard Views: 102 Interviews, News, Read

NOTES ON FRAILTY, le donne di Ingun Bjørnsgaard

Notes on Frailty è il titolo di una pièce coreografica dell’artista norvegese Ingun Bjørnsgaard: quattro donne che mettono in scena le loro “fragilità”, i loro monologhi interiori, in un ritratto di cliché, solitudine e ribellione che la musica dal vivo scuote ed esalta. Roberto Casarotto, responsabile danza Operaestate festival, ha incontrato la coreografa poco prima dello spettacolo, in una condivisione di modalità creative e idee artistiche.

Dove nasce l’idea di Notes on Frailty?
Dopo aver lavorato con vari gruppi misti, sentivo il bisogno di una coreografia solo femminile. Mi aveva colpito molto la lettura di Le Deuxième Sexe di Simone de Beauvoir, così ci ho lavorato insieme al dramaturg per dargli un taglio critico. L’ho proposto alle mie danzatrici che hanno reagito alle affermazioni del testo con le loro storie private. Ed io ho utilizzato le loro vicende personali e la loro visione del futuro come materiale coreografico da scambiarsi tra loro.

È stato definito un lavoro multistrato.
Sì, non c’è una narrativa, ma una sovrapposizione di storie quotidiane e riflessioni teoriche. Amo molto lavorare su più livelli, mettere insieme concretezza e astrazione, così come amo giocare con più registri, da quello riflessivo a quello più ironico.

Anche la musica agisce su più livelli ed ha un ruolo importante sulla scena.
Il compositore Christian Wallumrød integra il processo coreografico fondendo musica e danza. È stato in sala con noi, aiutandoci fin dall’inizio con l’interazione musicale e collaborando con le esigenze vocali delle danzatrici. Ad esempio ha addolcito la vena rock di What a Bastard the World Is, e pare che Yōko Ono abbia apprezzato questa nuova versione.

Cosa vorrebbe che arrivasse o rimanesse al pubblico?
Questa comunicazione tra danza e musica. Se funziona diventa comunicazione anche con il pubblico, rende lo spettacolo vivo e riconoscibile almeno in alcune sue parti.

Le danzatrici sono molto belle e tecnicamente forti. Come vengono scelte e preparate?
Faccio piccole audizioni dove devo percepire la personalità e preparazione tecnica del danzatore. Qualche ora prima dello spettacolo invece faccio una prova completa e do loro delle correzioni su alcuni dettagli che vorrei approfondissero. Poi ognuno ci lavora individualmente e liberamente. È loro responsabilità connettersi alla partitura coreografica.

C’è una forte iconografia estetica iniziale che non sovrasta però il processo creativo.
In questo attraversamento di stadi si inizia con una forte iconografia Anni ’50, un’estetica del movimento molto “classico” e “femminile”, che poi però si scardina e trascende, una bellezza statica che si apre alla libertà. E su questo strato si inserisce il dialogo continuo tra la parte interiore e ciò che accade fuori, disturbando e demolendo la componente intellettuale.

A noi fa sorridere che la fragilità femminile sia affrontata da un paese che riteniamo la patria della parità di genere.
Lo è. C’è molta neutralità tra uomo e donna, ma nel mondo dell’Arte non c’è poi tutta questa eguaglianza. Quando bisogna sovvenzionare o promuovere il successo artistico è agli uomini che va molta più attenzione.

NOTES ON FRAILTY
w/ Ingun Bjørnsgaard Prosjekt – prima nazionale
18 luglio 2019 @ Teatro Remondini, Bassano del Grappa | Operaestate festival
coreografia: Ingun Bjørnsgaard
compositore e musicista: Christian Wallumrød
danzatrici: Anna Einemo Frøysland, Catharina Vehre Gresslien, Guro Nagelshus Schia, Ida Widgel
set e costume design: Thomas Björk
light design: Tilo Hahn
sound design: Morten Pettersen
dramaturgy advisor: Torunn Liven

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