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Spettacolo-Heitmann

31 agosto 2014 Commenti disabilitati su Special reporters | Greta Pieropan on Katja Heitmann Views: 1531 News, Reviews

Special reporters | Greta Pieropan on Katja Heitmann

Le difficoltà che ci creiamo da soli, in una performance altamente…destabilizzante!

Incontrare Katja Hetimann prima dello spettacolo è una vera sorpresa: coreografa molto giovane, e dalle idee estremamente chiare, colpisce per la precisa visione d’insieme che ha nel parlare dei propri lavori. Ma il suo spettacolo, dal titolo “Eggs are good for your hair”, è davvero più complesso!

Spettacolo-Heitmann

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Basato su una serie di input verso lo spettatore, le reazioni sono molto differenti: chi ride, chi trattiene il respiro, chi rimane stupito.

In scena appare infatti, già mentre il pubblico entra il sala, un minuscolo lottatore di sumo, con una maschera triste sul volto, che produce rumore con il microfono e studia la situazione: sul palco ci sono infatti delle uova allineate verso il pubblico, un’altra confezione di uova, una scala e una fune elastica gettata a terra. Con notevole difficoltà, nel suo mini-costume da sumo, la performer (la dolce e bravissima Melanie Hagedorn) sale sulla scala e allaccia la fune, e una volta ridiscesa cambia la maschera: è una maschera sorridente, buffa nei suoi dentoni sottolineati dal sorriso, e con lunghi capelli neri. Aiutata dalla distorsione della voce, che la rende un cartone animato in carne e ossa (ci si passi la contraddizione!), la Hagedorn rimane in equilibrio su una scarpa col tacco mentre si china a raccogliere le uova e le infila nel body che indossa, amplificando col microfono il rumore secco dell’elastico che viene rilasciato violentemente sulla pelle. Raccolte tutte le uova, e tolta la maschera (rivelando così un’espressione di ingenua contentezza, mista a un po’ di timore verso il pubblico), si mette in equilibrio sulla fune e comincia a muoversi, sempre con il microfono tra le mani, per far cadere tutte le uova. A testa in giù, in equilibrio precario, saltellando di continuo, entrambe le confezioni di uova sono rotte, tra cui un paio di uova direttamente addosso, macchiando così anche i capelli della performer.

Scesa dalla fune, una sola parola: “Thank you”. E un inchino.

Tanti applausi per una performance insolita e inaspettatamente interessante: quando infatti alla fine la performer riacquista l’equilibrio, è il pubblico ad essere destabilizzato, davanti al chiaro messaggio che le uova non solo non sono buone per i capelli (al contrario di quel che dice il titolo), ma che sono anche immagine delle difficoltà che ci creiamo giorno per giorno inutilmente. Belli i riferimenti al teatro classico nelle due maschere, intelligente lo sguardo della coreografa sulla società contemporanea; tutto condensato in una messa in scena tagliente e innovativa, che fa l’occhiolino anche al mondo circense e si rifà alla domanda: perché porsi volontariamente in una posizione estremamente sbilanciata per poi andare a cercare di nuovo l’equilibrio?

Al pubblico l’ardua riflessione.

di Greta Pieropan 

Katja Heitmann link video

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