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Courtesy of Dario Tortorelli

22 agosto 2015 Commenti disabilitati su Reviews | «ArMare un Uomo» by Dario Tortorelli Views: 2017 Dance Well, In depth, News, Projects, Read, Reviews

Reviews | «ArMare un Uomo» by Dario Tortorelli

For the italian version, please read below. | La versione in italiano è disponibile nella seconda parte dell’articolo.

 ArMare un Uomo  ( Arm/Love a Man) by Dario Tortorelli |  August 21, 2015 – Chiesetta dell’Angelo, Bassano del Grappa, B Motion 2015

Courtesy of Dario Tortorelli

Courtesy of Dario Tortorelli

A cluster of bodies meld under the altar, under the Archangel Raffaele upon the altarpiece, their backs to us as if waiting for something to happen — in anticipation.

Then, one of them moves out from the group, and engages with the audience — slowly. A primitive and infinite amazement is held in the eyes. Advancing toward us, transmitting all his incredulity, patently awestruck at something, yet we don’t know what. He looks at us as though he were seeing something for the first time, or perhaps he had never seen us at all. He picks a pair of dark sunglasses off the floor and puts them on, with an assiduousness that verges on ritual. Out off the silence comes a resounding applause, a recording from some rock concert. One-by-one they all break away from the group and start advancing towards us, each masking their eyes with the same type of sunglasses as worn by the first man.

Donning black optics, blinding, they are trying to see more fully, to see beyond. They are protecting their eyes from something very bright, but it is something that we don’t see. They are a Greek chorus, couriers, messenger angels amongst dozens and dozens of sunglasses scattered all around them, over the ground, as if they were discarded eyes, organs of sight that emerged from the earth or prostheses cast off by some alien passing through.

Courtesy of Dario Tortorelli

Courtesy of Dario Tortorelli

A noise accompanies this, a rattling like a blazing fire, an astral flame, the burning Sun. They gather the glasses from the floor and adorn their heads with them, like helmets. They make visors from sunglasses, masking the face, multiplying their eyes whilst also obscuring them.

Warriors of slow-motion, they unceasingly arm themselves with these goggles to protect the eyes from the white-hot fire, from the sizzling tumult that heralds the Sun.

The sunglasses come to life, and as artifice, as implants, as fetishised objects they become eyes with real insight, living apertures that open into worlds beyond. The messengers, the visionaries, the warriors walking towards us transform into rock androids. The space around becomes an alien world in visual ebullition, in audio congestion, blinded by rays and beams of light which we don’t ourselves see yet we perceive through them.

The metamorphosis is now complete: all raise their arms to the sky, a victory sign, and then coalesce into one fast vortex, pursuing a spiral trajectory, like a galaxy rotating around itself. Meanwhile the rock audience’s applause intermittently breaks out, whilst other sounds burn and blaze away.

Courtesy of Dario Tortorelli

Courtesy of Dario Tortorelli

Then, comes a new sound. A fragile sound of falling, like the shattering of roaring water. Through the flicker of bodies emerges Eve, the first woman. The dressing of Eve commences. The others ring her legs, arms and wrists with dozens of sunglasses and thus she becomes a knight, a futuristic Joan of Arc, accoutred with bionic limbs, enhanced. A hundred eyes appear over her skin, her body becomes a large single eye, which sees us and reflects us. Those eye-sunglasses hanging from her limbs are watching us — ironically.

Eve is aligned with the Archangel depicted upon the altarpiece. Almost as if she was that archangel, descended to be worshiped. Eve trembles and all the glasses fall off one-by-one. The others surround her and look at her as if at an idol. The abrupt pause in the music lets us hear the noise of the jiggling and dropping sunglasses, the sound of supervening fragility; it is that which becomes apparent. A disarmament, a surrender. A declaration of love that has the sound of raindrops when they fall on plate armour. An abandonment that turns into “Ecce homo”.

by Anna Trevisan

LEGGI QUI IL TESTO IN ITALIANO:

ArMare un Uomo by Dario Tortorelli  | Chiesetta dell’Angelo, Bassano del Grappa, B Motion 2015

Courtesy by Dario Tortorelli

Courtesy of Dario Tortorelli

Assiepato sotto l’altare c’è un grumo di corpi. Di spalle, sotto la pala dell’Arcangelo Raffaele. Come in attesa di qualcosa che deve succedere. Aspettano.

Poi, uno di loro si stacca dal gruppo e si rivolge al pubblico. Lentamente. Con uno stupore primigenio e infinito negli occhi. Avanza verso di noi, consegnandoci tutta la sua incredulità, il suo stupore per qualcosa che è accaduto e di cui noi non sappiamo. Ci guarda come ci vedesse per la prima volta, o forse come non ci vedesse affatto. Prende da terra un paio di occhiali da sole neri e li inforca, con un attenzione quasi rituale. Dal silenzio si stacca un sonoro applauso, rubato a qualche concerto rock. Tutti, uno ad uno, si sfilano dal gruppo e avanzano verso di noi, vestendosi gli occhi con gli stessi occhiali da sole indossati dal primo uomo.

Infilano sguardi neri, accecanti, per vederci meglio, per vedere oltre, per proteggere gli occhi da qualcosa di molto luminoso che noi però non vediamo. Sono corifei, corrieri, angeli annunciatori che scavalcano decine e decine di occhiali da sole neri sparsi tutt’intorno a loro, per terra, come fossero occhi di soccombenti, occhi emersi dalla terra o protesi dimenticate da qualche alieno di passaggio.

Li accompagna un suono, un crepitio come di fuoco ardente, di stella, di Sole che brucia. Raccolgono gli occhiali da terra e si ornano il capo, a mo’ di elmo. Costruiscono una visiera fatta di occhiali, che maschera loro il volto, che moltiplica il loro sguardo e lo sfuoca.

Courtesy by Dario Tortorelli

Courtesy of Dario Tortorelli

Guerrieri della lentezza, si armano ancora e ancora di occhiali per difendere lo sguardo dal fuoco arroventato, in uno sfrigolio di suoni che evoca il rumore del Sole.

Gli occhiali da sole prendono vita, e da artificio, da protesi, da oggetto feticcio diventano occhi e sguardi reali, fessure vive che aprono a oltre-mondi. Loro, i messaggeri, i visionari, i guerrieri che camminano verso di noi si trasformano in androidi rock. Lo spazio intorno diventa un mondo alieno in ebollizione visiva, in congestione sonora, accecato da raggi e fasci di luce che noi non percepiamo ma che vediamo attraverso di loro.

La metamorfosi ormai è avvenuta: tutti alzano le braccia al cielo, in segno di vittoria, e si confondono in un vortice veloce, si inseguono in un movimento a spirale, come di galassia intorno a se stessa. Intanto gli applausi rock continuano a scoppiare, ad intermittenza, mentre altri suoni bruciano e avvampano.

Courtesy by Dario Tortorelli

Courtesy of Dario Tortorelli

Poi, arriva un rumore nuovo. Un rumore fragile di caduta, come di fragore d’acqua in frantumi, e dal tremolio di corpi emerge Eva, la prima donna. La vestizione di Eva ha inizio. Gli altri le cingono le gambe, le braccia, i polsi di decine di occhiali da sole neri e la trasformano in un Cavaliere, in una Giovanna d’Arco post-contemporanea armata di arti bionici, potenziati. Cento occhi compaiono sulla sua pelle, il suo corpo diventa un grande unico occhio, che ci vede e riflette i nostri. Quegli occhi-occhiali appesi agli arti ci guardano. Con ironia.

Eva è in asse con l’Arcangelo dipinto sulla pala dell’altare. Quasi fosse lei quell’Arcarcangelo, sceso per farsi adorare. Eva trema e lascia cadere ad uno ad uno tutti gli occhiali. Gli altri la accerchiano e la guardano come fosse un idolo. Il silenzio improvviso della musica lascia percepire il rumore della caduta, il rumore del tremolio, il rumore della fragilità sopraggiunta, detta, palesata. Un disarmo, una resa. Una dichiarazione d’amore che ha il rumore delle gocce di pioggia quando cadono sulla lamiera. Un abbandono che si trasforma in un “Ecce homo”.

Anna Trevisan

ARMARE UN UOMO
Operaestate Festival, B.Motion Danza 2015,Chiesetta dell'Angelo, Bassano
Ideazione e coreografia: Dario Tortorelli
Assistente alla coreografia: Cristina Bacilieri Pulga. Performers: Romeo Heart e i partecipanti al progetto "Dance for Health Italia" Eva Boarotto, Anna Maria Scodro, Maria Rosa Martinello, Luciana Pilati, Maria Cristina Battocchio, Ugo Campagnolo, Daniela Scotton, Aurora Morselli, Tranquilla Todesco, Otto Sgarbottolo.
Musica: David Lynch, Dario Tortorelli
 

Watch the video: Preview | ArMare un Uomo

Watch the video: Profile of an artist | Dario Tortorelli

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