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22 agosto 2017 Commenti disabilitati su Qual è il compito oggi della danza? | What is the duty that Dance has today? ita/eng Views: 1121 In depth, Posts

Qual è il compito oggi della danza? | What is the duty that Dance has today? ita/eng

È curioso quanto allarmante, deludente e mortificante, vedere come il potere politico si senta, nelle occasioni che gli possono far gioco, in diritto di interferire con il lavoro artistico e culturale, di artisti e programmatori di festival, rassegne, stagioni, ecc… indicando ciò che è, e non è “vera cultura”, o cercando di controllare, definire, circoscrivere lo spettro dei temi possibili sui quali gli artisti possono lavorare e confrontarsi con il pubblico.

Se è vero quel che David Dunning e Justin Kruger, docente di psicologia sociale il primo e suo laureando il secondo, hanno teorizzato nel progetto di ricerca per la Cornell University, ossia che “per ogni competenza, esistono persone molto esperte, esperte così così, poco esperte e pochissimo esperte, e che – ahinoi – le persone pochissimo esperte hanno una scarsa consapevolezza della loro incompetenza, fanno errori su errori ma tendono a credere di cavarsela”, non siamo più come si usa dire “alla frutta”, ma alla dieta dell’anima.

L’abbiamo visto, lo vediamo, molti, troppi politici e amministratori locali preferiscono essere ignoranti attivi, ignoranti per interesse: non interessa loro conoscere, informarsi, toccare con mano anche quando hanno la possibilità di farlo a distanza di naso, non si pongono nemmeno il problema della correttezza delle informazioni che espongono; l’intento è difendere la poltrona, il potere, soddisfacendo e sedimentando le paure e i limiti culturali del proprio elettorato. E così le politiche culturali si rivolgono in continuazione all’intrattenimento, prendendo come punto di riferimento il mercato televisivo: il famoso e il comico di turno hanno più potere del competente, perché più efficaci, contenuti nel rischio e ottimi specchietti per gli sponsor.

Quindi se i politici e le loro politiche culturali non sono interessati all’impatto culturale (potrebbe essere controproducente), ma all’indice di consenso che possono ottenere coltivando la loro ignoranza attiva, chi allena l’umanità a diventare migliore? A includere e non escludere, al rispetto dell’altro, alla compassione, a continuare a interrogarsi su che cosa significa essere umani?

Durante questa edizione di B.motion danza cercheremo di ascoltare e indagare quali sono le urgenze oggi della danza contemporanea, non solo attraverso i lavori degli artisti ospiti, ma aprendo il dialogo a chi, per un motivo o per l’altro, sarà presente a B.motion, e a chi avrà voglia di prendervi parte utilizzando l’hashtag #ilcompitoggidelladanza o scrivendo al nostro indirizzo abcdanceblog@gmail.com.

Ci vediamo questo pomeriggio per la prima nazionale di:
Giorgia Nardin (Italia): “Minor Place”– h 17 e h 19 – CSC Garage Nardini
INNE Ivan Pérez (Olanda): “Becoming” – h 21 – Teatro Remondini
Sivan Rubinstein (Regno Unito): “Maps” – h 22.30 – CSC Garage Nardini

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English version

What is the duty that Dance has today?

It’s curious and alarming, disappointing and mortifying at the same time, to see how the politicians feel the right to interfere with the artistic and cultural job of artists and festival and show managers when it comes in handy pointing out what is, and is not “true culture”, or trying to control, define and contain the spectrum of the possible themes on which artists can work and confront with the public.

David Dunning professor of social psychology and his second graduate Justin Kruger, have theorized the following within a research project at Cornell University : “…for every competence there are several highly expertised people, others just have few skills , and others again are less or very poorly competent. Unfortunately the very poorly skilled people have a low awareness of their incompetence and make many mistakes but tend to think they can get away with them.”  This means that we are not as you may say… scraping the bottom of the barrel but we have put our souls on a strict diet!

We have seen it, we see it, many, too many politicians and local administrators prefer to be active ignorants, ignorant of interest: they don`t really care to know, to inquire, to understand in depth even when they have the opportunity to do so; they don`t even care about giving correct information, the intent is to defend their chair, their power, trying to satisfy and settle the fears and cultural limits of their electorate. And so the cultural policies are constantly turning to pure entertainment, taking the television market as the benchmark: the famous and the comedian of the moment have more power than who is competent, because they are more effective, risk-free, and attractive for sponsors.

So if politicians and their cultural policies are not interested in cultural impact (it could be counterproductive), but in achieving the consensus index by cultivating their active ignorance, who will manage to train mankind to become better? To include, and not exclude, complying with others, compassion, to continue to question on what it truly means to be human?

During this edition of B.motion dance we will try to listen to and investigate the duty that contemporary dance has today, not only through the works of the guest artists, but by opening the dialogue to who, for one reason or another, will be present at B.motion, and who will want to take part by using the hashtag #ilcompitoggidelladanza or writing to our address abcdanceblog@gmail.com.

Rita Borga

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