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24 agosto 2019 Commenti disabilitati su NUOVI SGUARDI | Yes, I am a director | Daniele Del Pozzo a BMotion Danza 2019 Views: 248 Interviews, News, Nuovi sguardi | Guazzo & Testolin, Posts, Read

NUOVI SGUARDI | Yes, I am a director | Daniele Del Pozzo a BMotion Danza 2019

Yes, I am a… è una serie di interviste curate da Francesco Guazzo all’interno della rubrica NUOVI SGUARDI. Il loro insieme colleziona una campionatura delle più svariate tipologie di spettatore e tenta di capire come l’identità professionale ed umana possa arrivare ad influenzare o meno lo sguardo sugli spettacoli.

Daniele Del Pozzo (ANCONA, 1966) dal 2003 è direttore artistico del festival Gender Bender. Nel 2018 è stato insignito del Premio Ubu.

FG: Saprebbe dirmi come la sua identità professionale e umana possa o meno arrivare ad influenzare il suo sguardo di spettatore?
Sicuramente c’è un esercizio e un’abitudine di visione. Come direttore di un festival di danza ho avuto la possibilità e la fortuna di esercitare uno sguardo, che significa poi guardare i lavori con una certa attenzione per coglierne la struttura, il lavoro fatto dagli interpreti, il tipo di uso dello spazio che viene messo in atto… Posso dire di avere degli indicatori che mi aiutano a ricostruire nella mente il percorso creativo e anche – credo – le intenzioni che ci sono dietro ad un’opera, ad un lavoro portato in scena. Di solito porto quindi con me molta attenzione, ma dato che siamo delle persone umane, devo anche dire che, in questo caso particolare, in questa specifica edizione di BMotion, ho portato con me dei pensieri che riguardano la mia vita personale; per cui mi è capitata una cosa davvero bizzarra, che solitamente non mi accade: difficilmente sono riuscito a concentrarmi sui lavori come sono solito fare. Confesso quindi con un’estrema sincerità e senza nessun pudore che spesso e volentieri non riuscivo a seguire gli spettacoli che andavo ad esperienziare con le tecniche e l’esercizio che solitamente mi sono quasi connaturati. Ho avuto delle difficoltà di concentrazione, cosa che ha sorpreso me per primo, e che mi ha in qualche modo spiazzato. Per la prima volta mi sono infatti trovato – forse per il periodo particolare che sto vivendo – a fare i conti con il fatto che la vita entra nell’arte e quindi con l’evidenza del fatto che ciò che sto vedendo – e che di solito guardo con un occhio da professionista – viene influenzato da quello che accade nella nostra vita, al di fuori della sala in cui siamo seduti a guardare. Portiamo quindi dentro essa anche la nostra vita, e questa è una cosa che di solito ho sempre tenuto ben separata, ma che questa volta mi è costato molta fatica affrontare.

FG: Partendo dal suo proprio contesto ed arrivando fino a qui: una frase sul potere.
Il potere, come diceva Spider-Man, richiede una grande responsabilità questa credo che sia la controfaccia, il lato B della medaglia. Quindi l’esercizio del potere o il fatto di subirne uno comporta comunque necessariamente un esercizio di responsabilità, sia nei confronti di chi quel potere l’esercita, sia nei confronti di chi quel potere lo subisce perché comunque si è complici sempre e comunque, in tutto.

FG: Un desiderio per bmotion2020.

Che continui sul segno della libertà.

Francesco Guazzo

 

 

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