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NUOVI SGUARDI | Yes, I am a dance person...

NUOVI SGUARDI | Yes, I am a new maker...

30 agosto 2019 Commenti disabilitati su NUOVI SGUARDI | Yes, I am a B&B owner | Carla Pelusio at BMotion Danza 2019 ITA/ENG Views: 118 News, Nuovi sguardi | Guazzo & Testolin, Posts

NUOVI SGUARDI | Yes, I am a B&B owner | Carla Pelusio at BMotion Danza 2019 ITA/ENG

ITA | Yes, I am a… è una serie di interviste curate da Francesco Guazzo all’interno della rubrica NUOVI SGUARDI. Il loro insieme colleziona una campionatura delle più svariate tipologie di spettatore e tenta di capire come l’identità professionale ed umana possa arrivare ad influenzare o meno lo sguardo sugli spettacoli.

Carla Pelusio (Bassano del Grappa, 1955) casalinga, conduce un Bed & Breakfast a Bassano che ospita artisti e danzatori non solo durante il periodo di BMotion ma anche in relazione alle residenze legate al Centro per la Scena Contemporanea Garage Nardini.

FG: Saprebbe dirmi come la sua identità professionale e umana possa o meno arrivare ad influenzare il suo sguardo di spettatore?
Innanzitutto direi che tutto dipende dalle persone. Ad esempio mi sono trovata a vedere qualcuno anni fa – che ho rivisto anche in vari momenti ma ospitato solo un paio di volte all’inizio – che fa delle cose già da anni molto “avanti”, molto particolari, non semplici, complesse intellettualmente e fisicamente, ma scopro, però, che quella stessa persona ha delle fragilità: magari ha la necessità di avere il letto appoggiato al muro da una parte, per essere protetta da quel verso, o che, se si sbuccia un dito chiudendo le finestre che sono “rognose”, quasi sviene e chiede aiuto. Vedo, insomma il prodotto di una persona forte che però so che ha o per lo meno aveva delle debolezze. Probabilmente il mio sguardo di spettatrice è influenzato da come gli artisti si comportano in casa, da come lasciano le stanze, dal fatto che facciano colazione in fretta, se lavorino in gruppo e quindi origlio arrivando a sapere di cosa hanno parlato quando poi vedo il lavoro o lo sharing… vederli nella quotidianità sicuramente mi influenza perchè quando vedo lo spettacolo non mi dimentico di come li vedo in casa.

FG: Partendo dal suo proprio contesto ed arrivando fino a qui: una frase sul potere.
Certamente è chi organizza i festival ad avere il potere di scegliere chi e cosa portare in scena. Probabilmente i vari festival presenti in Italia sono tali perché chi li gestisce, chi li coordina, chi li organizza ha determinate idee, determinate volontà, determinati gusti, oppure vuole arrivare a sensibilizzare su qualcosa. Ma probabilmente a loro volta queste persone sono condizionate da poterI altri che permettano loro o meno di organizzare ciò che stanno organizzando. Secondo me ci sono quindi probabilmente vari livelli di potere e di condizionamento; sta agli organizzatori la capacità di avere una personalità abbastanza forte e convincente da, eventualmente, far modificare anche l’atteggiamento di chi può decidere o meno di far fare certe cose.

FG: Un desiderio per BMotion 2020.
Per quel che mi riguarda vorrei riuscire a capire tutti gli spettacoli, ma anche questa è una è una cosa relativa perché ciascuno li interpreta a modo proprio, per cui questa è forse una richiesta imbecille… non saprei, chiederei forse meno cose, e forse anche meno persone, perché è vero che è molto produttivo – immagino – avere contatti e far venire ed andare in paese altri esseri decisamente lontani dalla nostra cultura però poi mi pare che ci sia il rischio di arrivare ad una sorta di “baraccone”, che sicuramente non è la parola giusta, ma ora una più adatta non mi viene. In ogni caso il vero rischio è che ci sia troppa carne al fuoco… si potrebbe forse diluire il tutto in spezzoni di tempo diversi. Ma va detto anche che io non seguo tutti i settori, poiché o pulisco il bagno, oppure no, ma comunque non tutti gli argomenti mi interessano e su pochi avrei qualcosa da dire. Ecco però solo ora mi viene in mente una cosa che davvero desidero per BMotion 2020: un incontro fra artisti e critici, un dibattito fra attori della danza e critici della danza e dell’arte in generale; per capire come interagiscano gli uni con gli altri, chi ha potere e se lo hanno gli uni sugli altri, ed anche come i critici criticano ciò che vedono, alla luce di cosa, e se magari in un momento diverso criticherebbero diversamente, se sono consapevoli, infine, della responsabilità che hanno, a volte, sulla vita di qualcuno.

Francesco Guazzo

 

ENG | Yes, I am a… is a series of interviews curated by Francesco Guazzo within the section NUOVI SGUARDI. Their ensemble collects a sample of the widest variety of spectators and tries to understand how the professional and human identity may or may not influence the perspective on performances.

Carla Pelusio (Bassano del Grappa, 1955) housewife, manages a Bed & Breakfast in Bassano which hosts artists and dancers not only during the period of BMotion, but also in relation to the artistic residencies linked with the Centro per la Scena Contemporanea Garage Nardini.

FG: Could you tell me how your professional and human identity may or may not come to influence your gaze as a spectator?

First of all, I would say that it all depends on the person. For example, I happened to see someone many years ago- who I also saw again multiple times but I only had as guest a couple of times at the beginning- who has been doing things that are very “innovative” for years, very unusual and unique, not simple, intellectually and physically complex, but I find, however, that that same person has some vulnerabilities: maybe the need to have the bed propped up against the wall on the side, to be protected on that side, or the need to call for help after nearly fainting, having grazed a finger when opening a window that is particularly “tough”. What I see, in other words, is the product of a strong person who I know has- or at least used to have- some weaknesses. My gaze as a spectator is probably influenced by how the artists behaved in my home, by how they leave the rooms, by the fact that they rush through breakfast, if they work in a group I eavesdrop and find out what they were talking about and when I then see the work or the sharing… seeing them in their daily lives certainly has an influence on me because when I see the performance I never forget how I see them at home.

FG: Starting from your own background and coming up to here: a sentence on power.

Of course, it is whoever organises the festival that holds the power to choose who and what to bring on stage. The various festivals around Italy are probably what they are because of who manages them, who coordinates them, and who organises the and has certain ideas, a certain will, a certain taste, or that wants to raise awareness around something. But it is also likely that these people are in turn influenced by the powers of someone else that allow them or not to organise what they are organising. So, for me, there are probably  several levels of power and influence; it is down to the organisers to have the ability to have a strong and convincing enough personality to, if in need, also change the attitude of those that can decide whether to do certain things or not.

FG: A wish for BMotion 2020.

As far as I’m concerned, I would like to be able to understand all of the shows, but this is also a personal thing because everyone interprets them in their own way, and so this may be a dumb request… I don’t know, maybe I would ask for fewer things, and perhaps even for fewer people, because it’s true that it is all very fruitful – I guess – to have contacts and to bring over and to send to other countries other beings that are undoubtedly very far from our culture, but then it seems to me that there is the risk of getting to a sort of “circus”, which certainly isn’t the right word, but I can’t think of the right one now. Anyway, the true risk is that of overdoing it… an option could be to spread out everything, over a longer time period. But it must be said that I don’t follow all of the sectors, because I either clean the bathroom, or I don’t, but, regardless, not all of the themes interest me and I would have something to say only about few of them. But I have only just thought of something that I truly wish for BMotion 2020: a meeting between artists and critics, a debate between dance performers and critics of dance and of the arts in general; to understand how they interact with one another, those holding the power and if they have power on over the other, and also how critics criticise what they see, in terms of what, and if maybe in a different moment they would make a criticism differently, if they are aware, lastly, of the impact they sometimes can have on someone’s life.

Francesco Guazzo

English translation by Elena Baggio

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