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10 settembre 2019 Commenti disabilitati su NUOVI SGUARDI | Beyond ballet shoes. “Siren dance” by Lilian Steiner Views: 153 News, Nuovi sguardi | Guazzo & Testolin

NUOVI SGUARDI | Beyond ballet shoes. “Siren dance” by Lilian Steiner

Il testo italiano segue quello inglese

ENG | So, let’s admit it, we are all still fascinated by ballet shoes. Contemporary dance has tried, in such different ways, to re-think their use and condition. But is it really possible to go beyond them, beyond what they represent?

When I entered Chiesa dell’Annunziata and the dance of the Siren started I have to say that I was quite disappointed. I am completely new to the world of dance and the little I knew, for example, was something about Pina Bausch. It may be familiar to someone the famous scene in the film Pina by Wim Wenders during which Cristiana Morganti dances on ballet shoes in a contemporary industrial landscape.

A church. And ballet shoes. Another decontextualization of classical and traditional dance codes.

But then the feet of Lilian Steiner started to beat the floor, to beat and to beat the floor in such an hypnotic way that made me realize that maybe all that wasn’t about ballet shoes. We were beyond them. We were in the middle of an encounter, the attempt to create a relationship between individuals but also cultures, a connection that could destroy the possibility for itself and could lead to an elusive elsewhere.

And the scream unexpectedly let out, destructuring voice that keeps the shadows alive behind grace and beauty, a beauty twisting into itself thanks to the use of objects. A simple chain moved through the space formed by the audience and a tambourine become instruments for a ritual ; a dark celebration of the human gaze, the tension in it that could vanish as the life of its components.

Because it has to do something with members. A relationship needs the presence of two members, not that these members exist. And in this case they don’t exist because when they enter it they are killed during the ancestral dance.

I’ve just written about tension, and yes, there was tension, especially at the end when someone from the audience was personally involved by the making together of the performance. But the memory I take, also the second time when I went to see Lilian, is her eyes during the applause when she hugs or keeps the hand of the person with whom she connected during her inner and outer dance. A warm dialogue, one of my favourites during B. Motion festival.

Tommaso Testolin

English translation by Tommaso Testolin

Cover photo by Selamawit Biruk/Operaestate: Lilian Steiner performing Siren Dance, Chiesetta dell’Annunziata, BMotion Danza 2019

#nuovisguardiabcdance

#guazzo_testolin

ITA | Forse bisognerebbe ammettere che non siamo mai usciti del tutto dal fascino per le scarpette. Il contemporaneo ha tentato, in modi così diversi tra loro, di ripensarne l’uso e la condizione. Ma è davvero possibile andare oltre, oltre ciò che rappresentano?

Quando sono entrato nella Chiesa dell’Annunziata e la danza della sirena è cominciata devo dire di essere rimasto un po’ deluso. Sono nuovo nel mondo della danza e quel poco che so è ad esempio qualcosa su Pina Bausch. Potrebbe essere familiare per qualcuno la scena di Pina, film di Wim Wenders, in cui Cristiana Morganti danza sulle punte sullo sfondo di un paesaggio industriale contemporaneo.

Una chiesa. E le scarpette da punta. Un’altra decontestualizzazione delle norme codificate della danza.

Ma poi i piedi di Lilian Steiner hanno cominciato a battere il pavimento, a battere e a battere il pavimento con un’ipnosi che mi ha fatto realizzare che forse tutto quel momento non riguardava le scarpette. Eravamo oltre, eravamo nel mezzo di un incontro, evento creativo di una relazione tra individui e culture, una connessione che poteva distruggere la possibilità per sé stessa e condurre ad un altrove sfuggente.

E poi l’urlo che giunge inaspettato, voce destrutturante che tiene vive le ombre dietro la grazia e la bellezza, una bellezza che si contorce e inviluppa dentro sé stessa grazie all’uso degli oggetti. Una semplice catena mossa all’interno dello spazio creato dal pubblico e un tamburello diventano strumenti per un rituale; una scura celebrazione dello sguardo umano, la tensione che può svanire così come le sue componenti.

Perché qualcosa a che fare con i membri ce l’ha. Una relazione ha bisogno che si diano due membri, non che tali membri esistano. E in questo caso non esistono perché non appena fanno la loro entrata sono uccisi durante la danza ancestrale.

Ho parlato di tensione, e sì, c’era tensione, soprattutto quando qualcuno del pubblico è stato coinvolto nel farsi della performance. Ma il ricordo che porto con me, anche la seconda volta in cui sono stato a vedere Lilian, sono i suoi occhi durante l’applauso nel momento in cui abbraccia o tiene le mani della persona con cui ha stabilito una connessione durante la sua danza interna ed esterna. Un caldo dialogo, uno tra i miei preferiti di B.Motion 2019.

Tommaso Testolin

Cover photo by Selamawit Biruk/Operaestate: Lilian Steiner performing Siren Dance, Chiesetta dell’Annunziata, BMotion Danza 2019.

#nuovisguardiabcdance

#guazzo_testolin

 

 

 

 

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