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9 settembre 2017 Commenti disabilitati su #dancecompanion2017 | «Floating House» di Elena Giannotti Views: 73 News, Posts

#dancecompanion2017 | «Floating House» di Elena Giannotti

Cos’è #dancecompanion?

Ritorna per il secondo anno l’iniziativa nata nell’edizione 2016 di BMotion danza, tutta dedicata al pubblico della danza, sviluppatasi nell’ambito del progetto europeo Pivot Dance e in collaborazione con il corso triennale del Balletto di Roma: 14 giovani danzatori sono diventati speciali accompagnatori nelle giornate di #bmotiondanza2017, invitando gli spettatori ad assistere insieme alle rappresentazioni di danza in programma e a discutere e condividere le rispettive impressioni subito dopo gli spettacoli. Gli stessi accompagnatori sono stati chiamati anche a riflettere, in veste di artisti, sugli spettacoli e darne un feedback sul nostro blog attraverso la creazione di un profilo dello spettatore, che rifletta il punto di vista del pubblico, e un profilo del danzatore che rifletta più il punto di vista di come un artista usufruisce lo spettacolo.

dance companion 1

«Floating House (Hopeful on the way forward)» di Elena Giannotti – 23 AGOSTO 2017 @Garage Nardini – Bassano 

Profilo spettatore

In “Floating House” si accede ad un immaginario onirico e surreale. Le due parti che costituiscono lo spettacolo seppur stilisticamente differenti si rivelano connesse. Nella prima parte, coraggioso risulta essere l’uso della parola, intrigante la mimica e calzante la scelta della matematica che appartiene da sempre all’uomo. Successivamente l’entrata di tre performers (due bambine e un uomo) potrebbe suggerire l’immagine di una famiglia, di un nucleo originario in cui però vi è l’assenza di ruoli definiti. Quattro solitudini si muovono in relazione fra di loro creando un’atmosfera sospesa, che permette allo spettatore di godere delle immagini che vede ma anche di andare oltre. Una sensazione di serenità, delicatezza e di profonda accettazione accompagna lo spettatore all’uscita dalla sala. Infine ci si domanda quale sia stato il processo creativo alla base dello spettacolo e il contributo che ogni interprete ha portato.

Profilo danzatore – spettatore

Qual è il gesto che ti è rimasto più impresso/che è stato più rappresentativo? |  Vera: la ragazza più giovane distesa al pavimento scarica il peso sulla spalla destra e il cranio e sostenendosi con le braccia sospende le gambe in aria. Il loro piegarsi crea differenti angolature. I piedi, alternandosi, seguono e non seguono il ritmo della musica.
Loredana: la ragazza più grande genera un susseguirsi di movimenti, la più giovane la segue in un possibile tentativo di unisono che a tratti sembra essere un canone. Quest’ultima in questo modo riprende dei movimenti, trasferendoli nelle sue mobilità o, abbandonandoli del tutto, crea una propria personale danza.

In che modo lo spettacolo che hai visto è per te “contemporaneo”? | La figura dell’essere umano, l’esigenza nel doversi definire, riconoscere ed assegnare un valore a se stesso a ciò che lo circonda. D’altra parte il bisogno di andare oltre i limiti spingendosi verso l’ignoto.

Dance Companion: Vera Borghini e Loredana Canditone

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