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Dance in a nutshell – Danza in pillole |...

25 agosto 2017 Commenti disabilitati su BClass 2017 | Hilde Elbers – eng/ita Views: 1379 In depth, News, Photo Gallery, Workshop

BClass 2017 | Hilde Elbers – eng/ita

Hilde Elbers (NL, 1979) is a «theatre maker, teacher and practicing therapist» participating at BMotion Dance 2017 with her Stabat Mater – part of Slippery slopes for golden heels. Her class gives a hint of her multilayered aspects bringing the participants inside her work and her motto, Bridging Life & Art.

A sporty woman, got into dance with a perfectionist perspective, Hilde learnt pretty soon that people overwork to prove themselves. She went teaching, starting to find a way to bridge daily life with the artistic world, and has ended up becoming a therapist. Art is healing, a means for personal growth that accepts each individual as a whole instead of creating categories. And what about dance? It’s the tool to make this change, a possibility to grow personally and collectively.

How can a class can be led? Starting from its breath, the awareness from the single to the surroundings, the perception of how stillness, movement or eye contact can affect our feelings. Mindfulness. The second passage is Art, as when you dance, in order to be believable, you should put your personality in every step you make. As a performer then, trust your body (grounded), not your feelings (unstable).

The second part of the class resumes the performance, the theme of the original sin, the concept that we are never worthy. It requires a great deal of courage to get rid of our past and emotional imprint, but again movement – slow, hypnotic – create a rhythmical state that cleans our convictions letting go expectations.

The class is divided into «performers» and «audience». Given a short choreographic pattern, performers are invited to feel comfortable with themselves while experiencing womanhood. On the other hand the audience realizes that you don’t question when you see someone really rooted. Interaction should start from the performer, seducing the audience to bring it in, while you realize that if you are real you will never be a victim.

by Lara Crippa

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Hilde Elbers (NL, 1979) crea teatro, insegna, fa la terapista. È a Bassano del Grappa per BMotion sezione Danza 2017 con il suo Stabat Mater. Con l’occasione dà una lezione in cui emergono i suoi infiniti aspetti e dove spiega ai partecipanti il suo lavoro artistico ed il suo motto: creare un ponte che colleghi Vita & Arte.

Inizia la sua carriera nell’ambiente sportivo, giunge alla danza con una idea di perfezionismo estremo, ma apprende velocemente che si lavora oltre misura per dar prova a noi stessi e agli altri della nostra esistenza. Inizia così ad insegnare per trovare un modo di coniugare la vita quotidiana con quella artistica, e approda alla terapia. L’arte è curativa, un mezzo di crescita personale per accettare l’individuo nella sua interezza invece di bloccarlo in continue categorie. E la danza? È lo strumento che permette questo cambiamento, una possibilità di crescita personale e collettiva.

Come si può quindi condurre una lezione? Cominciando dal respiro, dalla singola consapevolezza fino ad inglobare ciò che ci circonda, la percezione di come il movimento o il contatto visivo condizionino il nostro sentire. Mindfulness. Si passa poi all’Arte, poiché quando si danza non si può essere credibili se non si mette la propria personalità in ogni passo. Il performer però deve sempre dare fiducia al proprio corpo (radicato) e non seguire le proprie sensazioni (mutevoli).

La seconda parte della lezione riassume l’idea costitutiva dello spettacolo, il tema del peccato originale, il concetto che non valiamo mai abbastanza. Serve molto coraggio per liberarsi dell’imprinting che ci viene dalla storia e dal nostro vissuto, ma ancora una volta il movimento – lento, ipnotico – crea un andamento ritmico che ripulisce le nostre convinzioni e lascia andare ogni aspettativa.

I partecipanti vengono suddivisi in due gruppi, «performer» e «audience». Ai danzatori viene insegnato un breve passaggio coreografico in cui si interpreti la femminilità sentendosi seducenti e a proprio agio. Il pubblico realizza così che non c’è giudizio quando qualcuno è convinto del proprio essere. L’interazione deve nascere dal performer/danzatore che ingloba lentamente l’audience/pubblico. E si comprende così che quando si è veri, reali, se stessi, non esistono più vittime.

di Lara Crippa

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