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24 agosto 2018 Commenti disabilitati su Audience club | Feedback | “The Jewish Connection Project “: chi era l’interprete più catalizzante? Views: 529 Senza categoria

Audience club | Feedback | “The Jewish Connection Project “: chi era l’interprete più catalizzante?

ENGLISH TRANSCRIPT BELOW

CHI ERA L’INTERPRETE PIU’ CATALIZZANTE?

Ido Batash e Lisi Estaras:intenso e toccante, da subito.
Mi diceva di qualcosa che è universale e che riguarda anche me.
Rilevante come i protagonisti, cantante inclusa.
Rilevante la scelta della sonorità iniziale, della musica, del canto. Rilevante come legano tra loro queste parti diverse.
Li ho apprezzati tutti. A dover scegliere, indico la ballerina con i capelli castani perché l’espressione del suo volto variava in continuazione e per dove faceva sostare il movimento del suo corpo, in un suo personale rapporto con la musica, pur rimanendo nell’insieme.
SUSANNA

Il personaggio più catalizzante per me era il ragazzo scuro con i pantaloni lunghi e bianchi, perché oltre ad avere un abbigliamento che lo differenziava aveva una mimica facciale estremamente rilevante.
DANIELA

Quello con la barba.
Perché mi sembrava quello più dentro i gesti e le azioni, come se fosse quello che veniva preso da questi movimenti in maniera più viscerale e che più ne veniva sconvolto, mi è sembrato, a tratti, il “leader” dei movimenti del gruppo.
ALESSANDRA

The Jewish connection Project é uno spettacolo di difficile interpretazione per coloro che non conoscono bene la cultura ebraica. L’interprete più catalizzante del lavoro per me é stato, nella prima parte dello spettacolo la Donna adulta con il vestito nero, ovvero, Lisi Estaras, che sorprendentemente, assieme ad Ido Batash, é ballerina della sua stessa coreografia, non pensavo che lo si facesse di norma. Riesce a farsi guida sicura di un gruppo non omogeneo. Ogni ballerino ha le sue peculiaritá ma lei riesce a rendere il tutto armonico. Wagner cantato in un contesto come quello. Anche coloro che non sapevano che cosa si stesse cantando sono sicura siano rimasti impressionati dalla partecipazione e forza dell’esibizione.
KAREN

Il danzatore che più ha catalizzato la mia attenzione è stato quello capace più di tutti di articolare il corpo tenendo una propria originalità stilistica senza imitarsi in essa, ma anzi adattandosi all’atmosfera dello spettacolo nel complesso. Mi ha colpito inoltre la capacità di articolazione delle ginocchia e dei piedi, specie nei movimenti come elettrizzati, che fanno vibrare il corpo su se stesso creando una risonanza che non può non muovere lo spettatore.
FRANCESCO
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ENG

WHO WAS THE MOST CATALYISING PERFORMER?

Ido Batash and Lisi Estaras: intense and touching, from the start.
It gave me the impression of something that is universal and that concerns me, too.
Relevant just like the protagonists, including the singer.
Relevant was choice of the initial use of sound,of the music, of the singing. Relevant is how they link these two different parts between them.
I appreciated all of them. If I had to choose, I would pick the dancer with the brown hair because her facial expressiveness varied continuously and because of where she paused her body’s movement, in her own personal relationship with the music, all the while remaining in the ensemble.
SUSANNA

The most catalysing character for me was the dark boy with the long, white trousers, because, as well as having an attire that set him apart from the others, he had extremely relevant facial expressions.
DANIELA

The one with the beard.
Because he seemed like the one who was within the gestures and the actions the most, as if he was the one who got caught up the most in these movements in a more visceral way and that he was the one who was shocked by it the most, he seemed to me, at times, like the “leader” of the group’s movements.
ALESSANDRA

The Jewish Connection Project is a show that is difficult to interpret for those who don’t know the Jewish culture well. The most catalysing performer of the piece for me was, in the first part of the show, the adult Woman with the black dress, that is, Lisi Estaras, who, together with Ido Batash, is surprisingly a dancer in her own choreography, I didn’t think she did that usually. She is able to be a confident guide of a group that isn’t homogenous. Each dancer has his/her own peculiarities, but she is able to make everything harmonious. Wagner being sung in such a context. Even those who didn’t know what was being sung must have been, I’m sure, very impressed by the emotional involvement and the strength of the performance.
KAREN

The dancer that catalysed my attention the most was the one who was able, more so than all the others, to move his body while maintaining his own stylistic peculiarity without being impersonated into it, but, instead, adapting to the atmosphere of the show on the whole. I was also struck by the ability of moving the joints in the knees and the feet, especially in those movements that seemed electrocuted, that make the body vibrate on itself, creating a resonance by which the audience can’t help but be moved.
FRANCESCO

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